Protezione Sociale - CentroLima

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Protezione Sociale

 



  
Abbiamo sempre pensato, sin dall’inizio del nostro lavoro di volontariato, che le parole “Protezione Civile” costituissero un termine che vive l’obbligatoria relazione con il soccorso. Un sistema specifico operativo che crea l’immancabile equazione: Protezione Civile = disastro = emergenza! Non è ovviamente nostra intenzione mettere in discussione l’importanza dell’intervento  di genere e l’assoluta  dedizione con la quale  noi tutti  ci sacrifichiamo per esso ma, ci siamo chiesti se tanta qualità operativa ed umana non potesse allargare i suoi orizzonti ad un aspetto più vasto della protezione. Intanto ci siamo posti l’ovvia domanda di cosa sia un emergenza: la necessità di porre rimedio a un disagio? Un disagio derivante da una calamità, da un incuria che provoca danni o più semplicemente da eventi di ordine naturale che sconvolgono la nostra vita?
    La parola disagio si presta a un infinità di interpretazioni, tutte valide, tutte legittime. Il disagio è vivere male, il disagio è sentirsi fuori luogo nelle relazioni, il disagio è umano, affettivo, economico, in altri termini il disagio è una piaga sociale. Abbiamo pensato a qualcosa che mettesse insieme le due specificità: la necessità di intervento e l’analisi dei bisogni senza la limitazione della durata, perché ci sono cose che non si possono risolvere in poco tempo; da qui il nostro sforzo, ormai decennale, di operare in un ambito più ampio, quello della “Protezione Sociale”.
    Quasi mai nessuno si chiede quante difficoltà vivano i figli di genitori separati , i ragazzi che incorrono in piccoli episodi di illegalità e che debbono essere recuperati socialmente, quanta tragedia vi sia dietro il mondo della prostituzione minorile; nessuno quantifica il disagio di un cittadino che vive accanto ad un insediamento spontaneo di immigrati che mette in discussione la propria serenità e nemmeno quello di un immigrato che abbandona la propria terra nella speranza di migliorare e invece spesso si trova a vivere peggio di quando è partito o quello di un indigente che vive da barbone e dorme sotto una stazione della metropolitana …. Anche questa è emergenza!
    In questo il volontariato può fare la sua parte, inserendo nei suoi percorsi giovani che hanno la necessità di mettersi alla prova per ristrutturare la loro personalità, favorendo l’integrazione culturale nel rispetto delle proprie identità, contrastando le nuove povertà nella comprensione delle sue specifiche, facendo insomma un lavoro di protezione alla società.
    Un lavoro che allarga anche all’esigenza di un nuovo tipo di formazione, ogni operatore che si affacci a questa nuova e necessaria operatività deve obbligatoriamente accrescere il suo bagaglio estendendo le sue conoscenze alla sociologia, alla psicologia e perché no all’antropologia.
    Quanto siano capaci i volontari di Protezione Civile di trasformarsi pur conservando le prerogative precedenti, dipende dallo spirito che li spinge a misurarsi con nuove esigenze operative, ma siamo sicuri che lo stesso fatto di essere dei volontari diminuisce lo sforzo di apprendimento.
    L’Associazione “Centro Lima” è stata forse tra le prime ad aprire a un volontariato allargato al sociale ed in questi anni è stata artefice di iniziative che restano d’esempio per chiunque volesse proseguire  su questa strada. Vogliamo di seguito riportare alcune esperienze che esplicitano le attività di Protezione Sociale dell’Associazione.
    Il “Centro Lima” gestisce il “Centro Comunale di Accoglienza e Supporto Territoriale” (CCAST) istituito dal Comune di Napoli – Assessorato alle Politiche Sociali e l’Immigrazione – Servizio Contrasto delle Nuove Povertà e Rete delle Emergenze Sociali nell’ex scuola Deledda di Napoli,  nel territorio della  IX Municipalità, all’interno del quale vengono poste in essere attività di integrazione sociale, sanitaria e scolastica. Un esperienza che dura ormai da dieci anni, nel corso dei quali si è consolidata un idea di integrazione che oggi fa ben sperare all’apertura di nuovi centri similari, un lavoro che ha garantito il territorio da qualsiasi tipo di conflitto sociale con gli immigrati determinando anche collaborazione tra le parti. Oggi questo territorio è forse l’unico a non avere  mai vissuto le contraddizioni di un’immissione forzata e viceversa vive nell’assoluta tranquillità sociale la presenza di immigrati.
    Nello stesso territorio, caratterizzato da un forte disagio socio-economico e da una pressante presenza malavitosa, l’Associazione  in collaborazione con i Servizi Sociali del Ministero della Giustizia e con quelli  del territorio, ha voluto offrire un opportunità di recupero ad alcuni giovani che hanno commesso reati penali in età minorile (Articolo 238 D.P.R. 448/88),  inserendoli nelle proprie attività di volontariato e accompagnandoli verso un pieno riscatto sociale.
    Allo stesso modo il “Centro Lima” si è proposto in un attività di formazione professionale e recupero umano per ex detenuti indultati. Con questo progetto si sono volontariamente fatti incontrare il disagio della detenzione e della successiva esclusione sociale con quello dell’emarginazione dei nuovi migranti .
    L’associazione inoltre si sta adoperando in questi anni per diffondere l’idea della solidarietà nelle nuove generazioni, intervenendo con un programma di informazione presso gli istituti scolastici della città.


 
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